Gabriele Tinti (1932 - 1991)
Nato a Molinello, Gabriele Tinti esordisce al
cinema nel 1952 in un episodio di "Altri tempi" e durante gli anni '50 si afferma
come attore giovane in brillanti commedie (fra tutte, ricordiamo "La banda degli
onesti" nel quale era il figlio finanziere del "falsario" Totò)
per misurarsi, poi, nel decennio successivo, anche in ruoli avventurosi ("Le
sette spade del vendicatore"), nel filone biblico ("Esther e il re", "Davide
e Golia", "Sodoma e Gomorra") e in film drammatici ("I sequestrati di Altona",
"La banda Casaroli", "La matriarca"). Una carriera ricca di titoli, spesso a
fianco di attori importanti e sotto la direzione di registi di livello internazionale
(partecipa anche al "Volo della fenice" di Aldrich)
che declina, a partire dagli anni '70, sulla produzione dell'horror-poliziesco,
e sul filone erotico (negli ultimi anni lavora prevalentemente accanto alla
moglie Laura Gemser nell'interminabile serie "Emanuelle").
Pur non essendo mai stato protagonista di spicco - spesso
sotto gli pseudonimi di Peter Gabriel, Gus Stone, Gabriel Tinti -, la figura
prestante, il volto dall'espressione sincera lo hanno reso familiare al pubblico
italiano.
Contamination
Point 7 (1991)
Uccelli 2 (1987)
Endgame - Bronx lotta
finale (1983)
L'isola misteriosa e il Capitano Nemo
(1972)
Ecce Homo - I sopravvissuti (1969)
L'amore attraverso i secoli (1967)
Antinea, l'amante della città sepolta
(1961)