VANILLA SKY
  
Titolo italiano: VANILLA SKY
Produzione: 2001 - USA, Artisan Entertainment/Cruise-Wagner Productions/Summit Entertainment/SOGECINE/Vinyl Films, col., 135 min.
Regia: Cameron Crowe
Sceneggiatura: Cameron Crowe, dalla sceneggiatura del film Abre los ojos di ALejandro Amenàbar e Mateo Gil
Effetti speciali: CFX, Cinesite, Digiscope, Digital Domain, K.N.B. EFX Group,
Ranchworks Unlimited, The Orphanage

Musica: Danny Bramson, Nancy Wilson

Interpreti: Tom Cruise, Penélope Cruz, Cameron Diaz, Kurt Russell, Jason Lee, Noah Taylor, Timothy Spall, Tilda Swinton, Michael Shannon, Shalom Harlow, Oona Hart, Ivana Milicevic, Johnny Galecki, Jhaemi Willens, Armand Schultz, Carolyn Byrne, Mark Pinter, Jeff Weiss
Nel carcere dove è detenuto per omicidio, il volto coperto da una maschera di gomma, David Aames - fino a ieri invidiatissimo giovane rampante del jet-set newyorkese - confida allo psicanalista McCabe il dramma iniziato con l'incidente automobilistico in cui la sua amica Julie, gelosa di Sofia, trovò la morte e lui stesso rimase orribilmente sfigurato. Preda di allucinazioni, da quel giorno David non ha più saputo distinguere l'incubo dalla realtà al punto da scambiare l'enigmatica Sofia per la rediviva Julie e ucciderla: la scoperta di una clinica - la Life Extension Corp. - nella quale si conducono esperimenti di criogenesi, lo ha convinto di essere vittima di un diabolico complotto teso a strappargli corpo e personalità.

Il colore del cielo in un quadro di Monet, posto nell'abitazione del protagonista, dà titolo al rifacimento del sottovalutato Apri gli occhi del 1997.
Il confronto con l'originale penalizza inevitabilmente Vanilla Sky e l'intento commerciale dell'operazione di remake lo rende fastidiosamente sospetto. Cameron Crowe non aggiunge molto di suo alla traccia del precedente film: la abbellisce di alcuni momenti figurativamente ben costruiti; ne enfatizza altri oltre misura; banalizza pericolosamente il dialogo snocciolando battute pseudoesistenziali come aforismi di profonda filosofia; sente il bisogno di spiegare descrittivamente l'avventura del suo personaggio impoverendo i contenuti allusivi della storia nel
rigido schema dello psycho-thriller. Nonostante questi difetti (o forse, anche per questi), il film si riconosce come una confezione di lusso, studiata e realizzata con professionalità e accuratezza di stile tipicamente hollywoodiane, gradevole e a tratti molto coinvolgente.

L'atmosfera onirica e la tensione del viaggio nell'inconscio del protagonista sono abilmente scandite dal serrato montaggio, dai flash back, dall'uso della steadicam e dalla suggestiva colonna sonora che riunisce, tra le altre, interpretazioni di Peter Gabriel, Paul Mc Cartney, Jeff Buckley e Bob Dylan. Buone le interpretazioni di Russell, della Diaz e della Cruz (già protagonista del film del 1997) e di Tom Cruise (qui anche produttore), in verità ingenerosamente accusato da alcuni di slittare, per l'ennesima volta, sul caricaturale.

Gli esterni del film furono girati in parte a New York, tra Central Park, Brooklyn, Times Square, Soho e Upper West Side.
La produzione ottenne il permesso di filmare la corsa in macchina in Times Square che, per una mattina, durante le festività di Natale, fu interamente chiusa al pubblico.
Steven Spielberg (in procinto di girare con Cruise Minority Report) appare brevemente nella scena del party per il compleanno di David.
Le cronache rosa ricordano il film per aver segnato l'inizio della relazione tra Cruise e la Cruz.
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